
La fisioterapia scientifica e oggettiva a Piacenza: nulla è lasciato al caso
Anni e anni di pratica e di esperienza con le persone mi hanno insegnato quanto sia importante stabilire criteri di guarigione, parametri di andamento clinico quanto più reali ed oggettivi possibile. Quando facevo tirocinio clinico all’università molto era basato sulla sensazione delpaziente; mi ricordo molto bene un dialogo con un paziente affetto da mal di schiena lombarespecie da seduto e alla domanda “come sta oggi?” alla terza seduta la risposta era “come prima,non è cambiato nulla”. Analizzando la situazione più a fondo, in realtà, l’intensità del dolore erasimile all’inizio, ma compariva molto più tardi (la resistenza alla posizione seduta era infattipassata da 10 a 30 minuti) e si risolveva molto più in fretta (erano sufficienti poche respirazioni instazione eretta rispetto alla mezz’ora di pausa disteso iniziale). Il percepito del paziente èfondamentale e va canalizzato nella giusta direzione, quella che si abbina e avvale a dei datioggettivi che ci stabiliscono l’andamento reale, negativo o positivo che sia, ma inconfutabile.
Quali strumenti si usano?
La tecnologia è nulla senza esperienza clinica. È come avere in regalo una Ferrari come primauto a 18 anni, senza aver mai guidato prima. Nel corso della mia attività professionale ho sentito l’esigenza di un approccio più orientato all’oggettività specie dopo le mie esperienze in ambito sportivo professionistico: lì nulla è lasciato al caso e si indaga la forma fisica dell’atleta anche grazie a sensori e GPS; perché non portare la stessa profonditá e qualità nel paziente che ha un dolore forte alla spalla a Piacenza?L’uso di un sensore che valuta la quantità di movimento è fondamentale nel recupero di un movimento doloroso, che sia ad un polso in seguito ad una frattura o ad una spalla, che sia legato ad un esito di intervento chirurgico all’anca.
La forza è un parametro molto importante che dirige l’operato di un fisioterapista specializzato, he la sa valutare veramente. Determina il successo o l’insuccesso di una riabilitazione post lesione ortopedica. Si analizza grazie ad un dinamometro, uno strumento portatile e maneggevole, in grado di percepire differenze fino a 0,1 kg, fantastico per i recuperi post frattura alla spalla o al polso a Piacenza.
Ma perché misurare?
Una volta mi è stata fatta una critica: vendi poche sedute. Io non ho mai venduto sedute, se una persona è per me riabilitata e guarita, non ha più bisogno di me ma di proseguire con uno stile di vita sano e attivo. Le misurazioni oggettive che sono presenti in ogni mio percorso di riabilitazione a Piacenza mi permettono di essere reale, utile, ONESTO riguardo i tempi di recupero e le sedute che devi fare: appena tolto il gesso cosa vorresti per il tuo polso, gomito o caviglia? Che non abbia dolore e recuperi il 50% di mobilità e forza o che sia forte, libera dal dolore e con almeno il 90-95% di forza e mobilità recuperata?
E se lo raggiungiamo prima del previsto non è corretto fermarsi prima? E se invece il tuo corpo recupera lentamente non è corretto insistere di più per una riabilitazione di alto livello? Che cosa vorresti per te o un tuo caro?
Per maggiori informazioni, contattami in privato.
Buona Fisioterapia a Piacenza e provincia!