Cos’è la cervicalgia e perché il collo fa così male
La cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici che tratto più di frequente, insieme al mal di schiena. Difficilmente esiste una persona che, almeno una volta nella vita, non abbia sperimentato un dolore acuto al collo, magari al risveglio o dopo una giornata di lavoro sedentario davanti al computer.
Con il termine cervicalgia si indica un dolore localizzato nella regione posteriore del collo, che può estendersi verso le spalle, le braccia o la parte posteriore della testa, anche in concomitanza con altre patologie. Nella maggior parte dei casi non è legato a un danno strutturale grave, ma a una sofferenza muscolare, articolare o posturale del tratto cervicale.
I sintomi della cervicalgia più comuni comprendono rigidità al risveglio, difficoltà a ruotare il capo, dolore che peggiora mantenendo a lungo la stessa posizione e, in alcuni casi, anche vertigini o senso di instabilità.


Cervicalgia acuta: sintomi, cause e quanto dura
La cervicalgia acuta insorge tipicamente in modo improvviso, spesso al risveglio, dopo un movimento brusco, un irrigidimento scatenato da un colpo di freddo o una notte trascorsa in una posizione scorretta. Il dolore può essere intenso e limitare fortemente il movimento del collo nei primi giorni.
Una delle domande più frequenti che mi vengono poste riguarda quanto duri una cervicalgia acuta: nella grande maggioranza dei casi i sintomi tendono a ridursi sensibilmente entro le prime 2-3 settimane, indipendentemente dal trattamento specifico intrapreso, ma a patto di non rimanere fermi e impauriti dal dolore. Proprio per questo motivo, a volte, anche solo una seduta di Fisioterapia moderna basata sulle evidenze può aiutare la persona a prendere fiducia del proprio problema, a capire in che modo si può arrivare attivamente a stare meglio!
Cervicalgia cronica e forma muscolo-tensiva: quando il dolore ritorna
Quando il disturbo si protrae oltre le 12 settimane, anche in maniera ricorrente, si parla di cervicalgia cronica. In questi casi, la componente puramente "meccanica" lascia spesso spazio a una componente muscolare più diffusa, tipica della cosiddetta cervicalgia muscolo-tensiva, legata anche a stress, tensione emotiva e posture mantenute a lungo, come quella di chi lavora molte ore al computer.
In questi quadri clinici, il mio approccio non si limita mai al solo trattamento locale del collo, ma prende in considerazione l'intera catena cervico-scapolare e, quando necessario, gli aspetti posturali, comportamentali e dello stile di vita che alimentano il circolo vizioso del dolore.
Vertigini: un sintomo da non sottovalutare
Non è raro che la cervicalgia si accompagni a vertigini o a una sensazione di instabilità, soprattutto nelle forme muscolo-tensive più persistenti. Nella maggior parte dei casi questo sintomo è legato a un'alterata percezione propriocettiva del collo, ma merita sempre un adeguato inquadramento clinico per escludere altre cause, prima di essere attribuito con certezza alla cervicalgia.
Cervicalgia e mal di schiena: due disturbi che spesso convivono
Nella mia esperienza clinica, la cervicalgia raramente si presenta in modo isolato: capita spesso che, accanto al dolore al collo, il paziente lamenti anche un mal di schiena persistente, magari nel tratto dorsale o lombare o un dolore alla spalla. Non è un caso: collo e colonna vertebrale condividono catene muscolari e schemi posturali comuni, ed è per questo che, in tali quadri, limitare la valutazione al solo distretto cervicale rischia di lasciare irrisolta parte del problema. Se oltre alla cervicalgia convivete anche con un mal di schiena che non passa, è consigliabile una valutazione che consideri l'intera colonna come un sistema unico.
I falsi miti da sfatare
"Devo stare fermo finché non passa", "ho bisogno di una lastra o di una risonanza prima di muovermi", "se il dolore non passa con il farmaco, il problema è grave": sono solo alcune delle convinzioni più diffuse che, ogni giorno, mi trovo a dover ridimensionare nel mio studio.
Il riposo assoluto, protratto oltre i primi 1-2 giorni, non solo non accelera la guarigione della cervicalgia, ma rischia di indebolire ulteriormente i tessuti e alimentare la paura del movimento, uno dei principali fattori di cronicizzazione del dolore.
Le terapie e i rimedi più efficaci
Sulla base delle evidenze scientifiche più recenti, i rimedi efficaci per la cervicalgia nel breve e medio termine comprendono la mobilizzazione precoce, la terapia manuale, il taping neuromuscolare nelle fasi più acute e, soprattutto, un programma di ginnastica posturale cervicale mirato al rinforzo della muscolatura di collo e spalle, e ad una riduzione della paura nel movimento cervicale più doloroso.
Nel mio studio a Piacenza, ogni percorso di cura della cervicalgia viene costruito su misura e monitorato con strumenti oggettivi, come i sensori per il range di movimento del collo, così da poter documentare con precisione i reali progressi settimana dopo settimana.





