Epicondilite o epitrocleite? Cosa sono e come si distinguono

Il dolore al gomito è un disturbo muscolo-scheletrico molto frequente negli studi di fisioterapia. Spesso associato ad attività sportive intense, come accade anche in problematiche legate alla mano e al polso è in realtà correlato a movimenti ripetitivi effettuati senza particolare attenzione.

L’epicondilite e l’epitrocleite sono le due tendinopatie del gomito più comuni, e spesso vengono confuse tra loro perché entrambe causano dolore nella stessa area articolare, ma su versanti opposti.

Fisioterapia gomito
Epitrocleite epicondilite: cos'è

Il famoso gomito del tennista o del golfista

Storicamente, l'epicondilite laterale viene definita “gomito del tennista” poiché si riteneva che, a causa della forte impugnatura della racchetta, il sovraccarico e il conseguente dolore nella zona esterna del gomito fossero predominanti in questi sportivi.

L'epitrocleite, o “gomito del golfista”, trae invece origine dall'analisi biomeccanica del gesto tecnico: le notevoli forze di trazione applicate medialmente durante uno swing possono irritare gravemente la zona interna del gomito.

Tuttavia, l'evidenza statistica moderna ci dimostra che l'incidenza in questi sport non è così elevata; al contrario, queste patologie colpiscono frequentemente la popolazione non sportiva, in particolar modo i lavoratori manuali o chi è costretto a dei sovraccarichi non abituali a livello degli arti superiori.

Vorresti maggiori informazioni sul dolore al gomito? Scrivimi ora!

Sintomi di epicondilite ed epitrocleite: come riconoscerli

I sintomi di epicondilite ed epitrocleite comprendono dolore localizzato al gomito e irradiato lungo l'avambraccio, spesso accentuato dalla presa e dai movimenti ripetuti del polso.
Nella fase acuta il dolore può comparire anche a riposo; nelle forme croniche tende invece a mantenersi lieve ma costante nel tempo, con una accentuazione soprattutto sotto sforzo, e una rigidità residua al mattino.

Dolore al gomito
Terapia manuale epicondilite epitrocleite

Le terapie e i rimedi più efficaci per la gestione del dolore al gomito

Secondo i più recenti studi scientifici, per gestire in modo ottimale la fase acuta risulta cruciale ridurre le attività provocatrici per un periodo di 5-15 giorni, avvalersi di un tutore specifico per epicondilite o epitrocleite e, solo in casi selezionati, ricorrere all'uso di farmaci antinfiammatori.
Trattandosi a tutti gli effetti di una tendinopatia, sappiamo oggi che il tendine non tende tanto a infiammarsi, quanto piuttosto a indebolirsi strutturalmente. Di conseguenza, sul lungo termine, impostare unicamente una terapia farmacologica per spegnere l'infiammazione può rivelarsi inefficace

Gli esercizi per epicondilite ed epitrocleite: quali funzionano davvero

Risulta invece imperativo ripristinare la resistenza, la forza e l'elasticità dei tessuti che governano l'articolazione: gli esercizi mirati e la terapia attiva presentano oggi la più solida evidenza scientifica in termini di risoluzione del dolore, miglioramento della funzionalità e ritorno alle attività quotidiane.
Non tutti gli esercizi, però, sono indicati in ogni fase: alcuni protocolli standardizzati vanno evitati nella fase più acuta, perché rischiano di sovraccaricare ulteriormente un tendine già irritato.

Terapia epicondilite epitrocleite
Esercizi riabilitazione epitrocleite

Il dolore al gomito può richiedere oltre 3 mesi per risolversi completamente

L'analisi dei dati statistici clinici è uno strumento prezioso che deve costantemente guidare il nostro intervento fisioterapico e aiutarci a perfezionare i trattamenti proposti.
Proprio in riferimento al gomito, gli studi indicano che in oltre il 60% dei casi il dolore, dopo un'iniziale remissione, tende a ripresentarsi. Perché accade questo? È da imputare a un errore del fisioterapista o a un'ecografia che non ha rilevato il reale danno strutturale? Soltanto un'accurata valutazione funzionale, eseguita da personale altamente specializzato e costantemente aggiornato, può fornire la giusta risposta a questo problema.
La conoscenza delle tempistiche medie è quindi importante e deve essere comunicata tempestivamente al paziente in prima seduta: se ci si aspetta che una frattura del perone guarisca in 40 giorni, è frequente che un dolore al gomito guarisca veramente solo tra i 3 e i 9 mesi. Questo può aiutare la persona che ne soffre ad essere più consapevole del problema e a darsi i giusti tempi, senza dover cambiare ogni mese percorso terapeutico perchè inefficace.

Riabilitazione dell'epicondilite: c'è qualcosa di nuovo?

Grazie al lavoro di un team di ricercatori italiani, tra cui il Dott. Arrigoni, medico ortopedico specializzato nel gomito con cui ho avuto il privilegio di collaborare, e i fisioterapisti Maselli e Di Filippo, è stato possibile far luce su ciò che frequentemente sfugge alla riabilitazione convenzionale, giustificando così l'elevato tasso di recidive.
Nel gomito, similmente a quanto accade in altre articolazioni, una micro-instabilità intrinseca può celarsi alla base di un dolore cronico o ricorrente, rappresentando la causa principale del fallimento di un iter riabilitativo classico. Riconoscerla non è facile e solo un occhio clinico esperto può intercettarla.

Novità riabilitazione gomito

Un approccio moderno per la gestione del dolore al gomito a Piacenza

Attraverso un approccio clinico all'avanguardia, basato su uno studio approfondito e un confronto continuo, nel mio studio affronto le problematiche del gomito superando i vecchi protocolli.
Dimenticate le classiche “3 serie da 10” di movimenti standardizzati del polso e del gomito. Per risolvere definitivamente il problema, è essenziale affidarsi a personale specializzato ed esperto, abituato a gestire con successo anche i quadri clinici più complessi.

Articoli correlati

Contatti