Epicondilite o epitrocleite? Cosa sono e come si distinguono
Il dolore al gomito è un disturbo muscolo-scheletrico molto frequente negli studi di fisioterapia. Spesso associato ad attività sportive intense, come accade anche in problematiche legate alla mano e al polso è in realtà correlato a movimenti ripetitivi effettuati senza particolare attenzione.
L’epicondilite e l’epitrocleite sono le due tendinopatie del gomito più comuni, e spesso vengono confuse tra loro perché entrambe causano dolore nella stessa area articolare, ma su versanti opposti.


Il famoso gomito del tennista o del golfista
Storicamente, l'epicondilite laterale viene definita “gomito del tennista” poiché si riteneva che, a causa della forte impugnatura della racchetta, il sovraccarico e il conseguente dolore nella zona esterna del gomito fossero predominanti in questi sportivi.
L'epitrocleite, o “gomito del golfista”, trae invece origine dall'analisi biomeccanica del gesto tecnico: le notevoli forze di trazione applicate medialmente durante uno swing possono irritare gravemente la zona interna del gomito.
Tuttavia, l'evidenza statistica moderna ci dimostra che l'incidenza in questi sport non è così elevata; al contrario, queste patologie colpiscono frequentemente la popolazione non sportiva, in particolar modo i lavoratori manuali o chi è costretto a dei sovraccarichi non abituali a livello degli arti superiori.
Sintomi di epicondilite ed epitrocleite: come riconoscerli
I sintomi di epicondilite ed epitrocleite comprendono dolore localizzato al gomito e irradiato lungo l'avambraccio, spesso accentuato dalla presa e dai movimenti ripetuti del polso.
Nella fase acuta il dolore può comparire anche a riposo; nelle forme croniche tende invece a mantenersi lieve ma costante nel tempo, con una accentuazione soprattutto sotto sforzo, e una rigidità residua al mattino.

Le terapie e i rimedi più efficaci per la gestione del dolore al gomito
Secondo i più recenti studi scientifici, per gestire in modo ottimale la fase acuta risulta cruciale ridurre le attività provocatrici per un periodo di 5-15 giorni, avvalersi di un tutore specifico per epicondilite o epitrocleite e, solo in casi selezionati, ricorrere all'uso di farmaci antinfiammatori.
Trattandosi a tutti gli effetti di una tendinopatia, sappiamo oggi che il tendine non tende tanto a infiammarsi, quanto piuttosto a indebolirsi strutturalmente. Di conseguenza, sul lungo termine, impostare unicamente una terapia farmacologica per spegnere l'infiammazione può rivelarsi inefficace
Gli esercizi per epicondilite ed epitrocleite: quali funzionano davvero
Risulta invece imperativo ripristinare la resistenza, la forza e l'elasticità dei tessuti che governano l'articolazione: gli esercizi mirati e la terapia attiva presentano oggi la più solida evidenza scientifica in termini di risoluzione del dolore, miglioramento della funzionalità e ritorno alle attività quotidiane.
Non tutti gli esercizi, però, sono indicati in ogni fase: alcuni protocolli standardizzati vanno evitati nella fase più acuta, perché rischiano di sovraccaricare ulteriormente un tendine già irritato.
Il dolore al gomito può richiedere oltre 3 mesi per risolversi completamente
L'analisi dei dati statistici clinici è uno strumento prezioso che deve costantemente guidare il nostro intervento fisioterapico e aiutarci a perfezionare i trattamenti proposti.
Proprio in riferimento al gomito, gli studi indicano che in oltre il 60% dei casi il dolore, dopo un'iniziale remissione, tende a ripresentarsi. Perché accade questo? È da imputare a un errore del fisioterapista o a un'ecografia che non ha rilevato il reale danno strutturale? Soltanto un'accurata valutazione funzionale, eseguita da personale altamente specializzato e costantemente aggiornato, può fornire la giusta risposta a questo problema.
La conoscenza delle tempistiche medie è quindi importante e deve essere comunicata tempestivamente al paziente in prima seduta: se ci si aspetta che una frattura del perone guarisca in 40 giorni, è frequente che un dolore al gomito guarisca veramente solo tra i 3 e i 9 mesi. Questo può aiutare la persona che ne soffre ad essere più consapevole del problema e a darsi i giusti tempi, senza dover cambiare ogni mese percorso terapeutico perchè inefficace.
Riabilitazione dell'epicondilite: c'è qualcosa di nuovo?
Grazie al lavoro di un team di ricercatori italiani, tra cui il Dott. Arrigoni, medico ortopedico specializzato nel gomito con cui ho avuto il privilegio di collaborare, e i fisioterapisti Maselli e Di Filippo, è stato possibile far luce su ciò che frequentemente sfugge alla riabilitazione convenzionale, giustificando così l'elevato tasso di recidive.
Nel gomito, similmente a quanto accade in altre articolazioni, una micro-instabilità intrinseca può celarsi alla base di un dolore cronico o ricorrente, rappresentando la causa principale del fallimento di un iter riabilitativo classico. Riconoscerla non è facile e solo un occhio clinico esperto può intercettarla.
Un approccio moderno per la gestione del dolore al gomito a Piacenza
Attraverso un approccio clinico all'avanguardia, basato su uno studio approfondito e un confronto continuo, nel mio studio affronto le problematiche del gomito superando i vecchi protocolli.
Dimenticate le classiche “3 serie da 10” di movimenti standardizzati del polso e del gomito. Per risolvere definitivamente il problema, è essenziale affidarsi a personale specializzato ed esperto, abituato a gestire con successo anche i quadri clinici più complessi.





