Mal di schiena: le cause di un disturbo così diffuso
Il mal di schiena è, con ogni probabilità, la patologia ortopedica più frequente al mondo, ed è insieme alla cervicalgia uno dei disturbi più diffusi. Riguarda prevalentemente il tratto lombare, ma può manifestarsi anche a livello dorsale o, più raramente, in sede alta.
Le cause del mal di schiena sono raramente riconducibili a un singolo fattore strutturale: più spesso si tratta di un insieme di elementi meccanici, posturali e comportamentali che si sommano nel tempo, come un sovraccarico ripetuto, la sedentarietà o la paura del movimento.
In numerosi studi scientifici si osserva che, indipendentemente dal trattamento eseguito, entro le prime 4 settimane da un episodio acuto i sintomi tendono a regredire dell’80% circa: un dato che deve rassicurare, ma non deve indurre a sottovalutare l’importanza di un percorso fisioterapico corretto fin dai primi giorni.


Le zone più colpite: mal di schiena lombare, basso o alto
Il mal di schiena lombare, spesso descritto dai pazienti come mal di schiena basso, rappresenta la forma più diffusa e coinvolge la parte inferiore della schiena, generalmente legata a sovraccarico meccanico, posture prolungate o debolezza della muscolatura di supporto. Meno frequente, ma non meno invalidante, è il mal di schiena alto, che interessa il tratto dorsale e si associa spesso a rigidità della gabbia toracica e a compensi posturali del collo e delle spalle.
Mal di schiena cronico: quando il dolore non passa
Quando il dolore si protrae per settimane o mesi, si parla di mal di schiena cronico. Un altro quadro molto comune è quello del mal di schiena al risveglio, spesso legato alla postura notturna o alla rigidità mattutina tipica di chi trascorre molte ore seduto durante il giorno.
Se il mal di schiena non passa nonostante riposo e antinfiammatori, è importante non limitarsi a “convivere” con il dolore, ma sottoporsi a una valutazione fisioterapica specialistica in grado di individuarne le reali cause meccaniche e funzionali.
Mal di schiena e cervicalgia: quando il dolore coinvolge anche il collo
Capita spesso che chi soffre di mal di schiena lamenti, in parallelo o in un secondo momento, anche una cervicalgia: collo e colonna lombare condividono infatti catene muscolari e schemi posturali comuni, ed è per questo che un buon percorso riabilitativo dovrebbe sempre considerare la colonna vertebrale nel suo insieme, e non i singoli tratti in modo isolato. Se il vostro mal di schiena si accompagna anche a dolore cervicale, è utile segnalarlo già in fase di prima valutazione.
Credenze errate
Come per la cervicalgia, l'immobilizzazione con un busto per la colonna e il riposo assoluto non migliorano la situazione, in alcuni casi, al contrario, peggiorano l'irrigidimento e contribuiscono alla cronicizzazione del dolore..
Il riposo assoluto, protratto oltre i primi 1-2 giorni, non solo non accelera la guarigione del mal di schiena, ma rischia di indebolire ulteriormente i tessuti e alimentare la paura del movimento, uno dei principali fattori di cronicizzazione del dolore.
Le terapie e i rimedi più efficaci
Stando ai dati più recenti, cosa fare per il mal di schiena nella fase acuta e in quella cronica cambia molto: nei primi giorni può essere utile ridurre temporaneamente le attività che sollecitano maggiormente la colonna, mentre nel medio termine la mobilizzazione precoce, la terapia manuale e un programma di ginnastica posturale mirato al rinforzo della muscolatura lombare restano gli strumenti più efficaci.
Tra i rimedi per il mal di schiena basso più utili nella fase acuta rientra anche il taping neuromuscolare di supporto, mentre nel mio studio a Piacenza ogni percorso viene monitorato con strumenti oggettivi, come il dinamometro per la forza e i sensori inerziali per il range di movimento, così da documentare con precisione i reali progressi settimana dopo settimana.





